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Il divario di genere nella leadership aziendale
In un contesto economico in continua evoluzione, il divario di genere nelle posizioni di leadership rimane una questione cruciale. Secondo recenti dati Istat, solo il 27% delle posizioni manageriali in Italia è occupato da donne. Questo dato mette in evidenza la necessità di un cambiamento significativo nel modo in cui le aziende percepiscono e promuovono la leadership femminile. Tuttavia, ci sono segnali di progresso: la presenza femminile nei consigli di amministrazione delle aziende quotate ha raggiunto il 43,1% entro la fine del 2023, un passo avanti importante verso l’equità di genere.
Il ruolo delle donne nella sostenibilità
Le donne stanno emergendo come leader nel campo della sostenibilità, dimostrando un approccio più responsabile e orientato al futuro. Veronica Pitea, Presidente di ACEPER, ha affermato che le donne che guidano le aziende mostrano un orientamento alla sostenibilità superiore rispetto ai loro colleghi maschi, con un distacco dell’8%. Questo dato è supportato da uno studio di Cribis, che rivela che solo il 17% delle aziende italiane è guidato da donne, con una percentuale ancora più bassa per le posizioni di amministratore delegato, che si attesta al 6%.
Il futuro della leadership femminile
Le prospettive per il futuro della sostenibilità nelle aziende sono promettenti, con un crescente interesse per pratiche aziendali responsabili. Le aziende che adottano modelli sostenibili non solo contribuiscono a un ambiente migliore, ma possono anche beneficiare di nuove opportunità lavorative. L’inclusione di figure femminili nella leadership della sostenibilità rappresenta un cambiamento significativo nella percezione delle capacità femminili nel mondo degli affari. Come sottolineato da Pitea, questo cambiamento potrebbe portare a una maggiore equità di genere nei ruoli dirigenziali e a un miglioramento complessivo dell’indice globale di gender gap, che nel 2023 si è attestato al 68,4%.