Argomenti trattati
Il contesto attuale delle STEM in Italia
Nel 2023, il panorama educativo italiano ha rivelato una realtà preoccupante: la percentuale di donne tra i 25 e i 34 anni con una laurea in discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica) è stata inferiore alla metà rispetto ai colleghi maschi. Questo dato, che emerge in un contesto di crescente attenzione verso l’uguaglianza di genere, pone interrogativi cruciali sulla capacità del nostro sistema educativo di promuovere un accesso equo alle opportunità di studio e carriera nel settore scientifico.
Le radici del divario di genere
La Giornata Internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, celebrata l’11 febbraio, è un’importante occasione per riflettere su queste disuguaglianze. Nonostante gli sforzi per promuovere l’inclusione, gli stereotipi di genere continuano a influenzare le scelte educative fin dai primi anni di scuola. Le ragazze, infatti, si trovano a fronteggiare un ambiente che spesso le dissuade dall’intraprendere studi scientifici, portando a un tasso di laurea in STEM che nel 2023 si attesta solo al 16,8% per le donne.
Le conseguenze nel mondo del lavoro
Questa disparità non si limita all’ambito accademico, ma si riflette anche nel mercato del lavoro. Tra i laureati nelle aree STEM di età compresa tra i 25 e i 64 anni, le donne sperimentano un significativo svantaggio occupazionale. Ad esempio, nel settore delle scienze e della matematica, il tasso di occupazione femminile è inferiore di 6,3 punti percentuali rispetto a quello maschile. Questa differenza si amplifica nel campo dell’informatica, ingegneria e architettura, dove il divario raggiunge i 9,3 punti. Tali statistiche evidenziano l’urgenza di affrontare le disuguaglianze di genere e di promuovere un cambiamento culturale che favorisca l’accesso delle donne a carriere scientifiche.
Strategie per il cambiamento
È fondamentale intervenire fin dai primi cicli di istruzione per colmare il divario di competenze e promuovere la diversità nelle materie STEM. Le bambine, già dopo i primi due anni di scuola, mostrano risultati inferiori in matematica rispetto ai maschi, un divario che si amplifica nel corso degli anni. Tuttavia, le studentesse di 13-14 anni dimostrano un vantaggio nelle competenze digitali, suggerendo che, se opportunamente incoraggiate, possono eccellere in questo campo. Investire in programmi educativi che stimolino l’interesse delle ragazze per le scienze e le tecnologie è essenziale per garantire un futuro più equo e inclusivo.