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Un divario retributivo allarmante
In Italia, la questione del gender gap continua a rappresentare una sfida cruciale per la società. Secondo l’ultimo ‘Gender policy report 2024’ di Inapp, le donne guadagnano in media 5mila euro in meno rispetto ai loro colleghi maschi. Questo divario retributivo non è solo un problema economico, ma riflette anche una cultura che spesso penalizza le donne nel mondo del lavoro. Nonostante un incremento del tasso di occupazione femminile, che ha raggiunto il 56,5%, il gap salariale rimane critico, con le donne che guadagnano il 43% in meno rispetto agli uomini, superando la media europea del 36,2%.
Le cause del gender gap
Le ragioni di questa disparità sono molteplici. Una delle principali è la maggiore presenza di donne in lavori part-time o con contratti non standard, come quelli a tempo determinato. Queste condizioni limitano le opportunità di avanzamento di carriera e contribuiscono a una percezione culturale che vede le donne come le principali responsabili delle faccende domestiche e della cura dei figli. Infatti, l’80% dei congedi parentali è richiesto da lavoratrici, e il 16% delle donne abbandona il lavoro dopo la maternità, un dato nettamente superiore al 2,8% registrato tra gli uomini.
Politiche di sostegno e opportunità
Per affrontare questa situazione, è fondamentale implementare politiche di welfare eque che supportino le donne nel loro percorso professionale. Iniziative come il bonus per le mamme lavoratrici, il Fondo Impresa Femminile e gli incentivi per l’assunzione di donne rappresentano risorse cruciali. Questi strumenti non solo offrono un supporto economico immediato, ma promuovono anche l’ingresso e l’avanzamento delle donne nel mercato del lavoro. Ad esempio, il bonus assunzione donne prevede un’esenzione totale dai contributi previdenziali per chi assume donne a tempo indeterminato, mentre il Fondo Impresa Femminile offre contributi a fondo perduto per sostenere l’imprenditorialità femminile.