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Il caso $Libra: un’inchiesta che scuote l’Argentina
Il presidente argentino Javier Milei si trova al centro di un’inchiesta che ha già sollevato un’ondata di preoccupazione nel paese. Accusato di truffa, traffico d’influenze, abuso d’ufficio e corruzione, il leader politico è coinvolto in uno scandalo legato alla promozione della criptovaluta $Libra. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Nacion, la procura federale ha avviato un’indagine formale su Milei e un gruppo di imprenditori, ipotizzando che dietro il lancio di questa valuta si nasconda una mega-truffa internazionale.
Il lancio della criptovaluta e le sue conseguenze
In un post su X, Milei aveva inizialmente elogiato il lancio di $Libra, presentandolo come un’iniziativa per finanziare piccole imprese e startup argentine. Questo annuncio aveva generato una corsa agli acquisti, facendo schizzare il valore della criptovaluta del 1.000%. Tuttavia, dopo un breve periodo di euforia, il presidente ha fatto un passo indietro, causando un crollo del valore della valuta e perdite ingenti per gli investitori. Si stima che il movimento speculativo abbia comportato oltre 100 milioni di dollari di perdite per gli investitori argentini e internazionali.
Le difese di Milei e le reazioni politiche
Di fronte alle accuse, Milei ha cercato di difendersi, attribuendo la responsabilità agli investitori, che, a suo dire, hanno agito volontariamente. Ha paragonato le operazioni in criptovalute a un gioco d’azzardo, cercando di minimizzare il suo ruolo nella vicenda. Tuttavia, le sue affermazioni non hanno placato le critiche, e l’opposizione politica sta già considerando la possibilità di chiedere un impeachment. La procura ha richiesto informazioni alla Banca centrale argentina e a Google per ricostruire i dettagli di questa controversa vicenda, mentre il pool contro i crimini cibernetici è stato incaricato delle indagini.